La TARI è l’acronimo di Tassa sui Rifiuti ed è l’imposta comunale con cui i cittadini contribuiscono a finanziare i costi del servizio di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti urbani. In un breve video pubblicato su YouTube, noi di Radovix abbiamo già affrontato questo tema in modo sintetico; con questo articolo, invece, vogliamo rispondere in maniera chiara e completa alle principali domande sull’argomento. Il pagamento spetta al proprietario o all’inquilino? Come si attiva correttamente la TARI? E in che modo viene calcolata, quali fattori incidono sull’importo e quali accorgimenti è utile conoscere? Vediamolo insieme, punto per punto.
CHI DEVE PAGARE LA TARI?
Il pagamento della TARI spetta a chi occupa fisicamente l’immobile oppure, nel caso in cui questo sia vuoto, a chi ne detiene la proprietà. Di conseguenza, in presenza di un contratto di locazione, sarà l’inquilino a dover pagare la tassa sui rifiuti, per tutta la durata dell’occupazione.
Se l’immobile non è affittato, la tassa è invece a carico del proprietario. Nel caso di casa vuota, è possibile richiedere una riduzione o l’esenzione della TARI, ma solo se il Comune in cui si trova l’immobile prevede questa possibilità. In genere, non è sufficiente che l’abitazione sia semplicemente disabitata: è necessario che sia priva di arredi essenziali e non allacciata alle utenze di luce e gas.
È importante ricordare che con la tassa non si paga la produzione effettiva di rifiuti, bensì la potenziale possibilità di produrli attraverso l’utilizzo dell’immobile. Una distinzione fondamentale per comprendere il meccanismo della tassa.
COME ATTIVARE O DISDIRE LA TARI
L’imposta sui rifiuti può essere attivata rivolgendosi agli sportelli del Comune di riferimento oppure tramite i servizi online disponibili sul sito istituzionale. A Milano, ad esempio, è prevista una procedura digitale semplificata per le utenze domestiche, valida sia per le nuove occupazioni sia per le variazioni o cessazioni della tassa.
Dopo l’accesso con SPID, è sufficiente compilare un modulo guidato che richiede i dati dell’intestatario, quelli dell’immobile (foglio, mappale, ecc.) e le informazioni sugli altri occupanti. L’iter risulta piuttosto rapido, anche perché i dati anagrafici sono già precompilati dal sistema.
È fondamentale sottolineare che l’attivazione e la disattivazione della TARI non sono automatiche. In caso di cambio inquilino, non è possibile effettuare un semplice passaggio di intestazione: la tassa sui rifiuti deve essere chiusa e riattivata ogni volta a nome del nuovo occupante. Questa operazione non spetta al proprietario di casa ma ai locatari.
Per questo motivo, se sei un inquilino in entrata o in uscita, è importante ricordarsi di attivare o disdire la TARI al momento opportuno, evitando così di ricevere avvisi di pagamento negli anni successivi. È inoltre buona prassi inviare una copia della documentazione anche al proprietario dell’immobile, per sua conoscenza.
COME VIENE CALCOLATA LA TARI?
Il calcolo della tassa viene effettuato direttamente dal Comune, che ogni anno invia il bollettino di versamento precompilato direttamente a casa dei contribuenti. L’importo dipende dal costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è composto da due quote principali:
- una quota fissa, determinata in base ai metri quadrati netti dell’immobile;
- una parte variabile, calcolata in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare che occupano effettivamente l’abitazione.
A queste due componenti si aggiunge l’addizionale TEFA, ovvero il Tributo Provinciale per l’Esercizio delle Funzioni Ambientali, che può variare dall’1% al 5% della somma tra quota fissa e quota variabile.
Vuoi affittare un appartamento senza pensieri? Radovix mette a tua disposizione un servizio completo di gestione del patrimonio immobiliare occupandosi per te tutti di tutti gli aspetti burocratici e fiscali legati alla locazione. Contattaci per scoprire come possiamo aiutarti!
Vuoi rimanere aggiornato sulle novità immobiliari? Seguici sui nostri social: Facebook, Instagram e Linkedin.